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CAPELLINI

Formato di pasta lunga, di diametro sottilissimo, compreso tra gli 0,85 e gli 0,92 millimetri, hanno una consistenza leggera e finissima cui allude, appunto, il nome.

Origini

Le loro origini sono contese tra la città di Genova, la Ciociaria e la città di Napoli. In queste località sopravvive ancora l’uso di farli a mano, uno per uno.  Si tratta di uno dei formati più sottili tra le paste lunghe, tanto da essere indicati nelle diete dei bambini al momento dello svezzamento.

Cucina

Il loro impiego in cucina è variegato e, data la intrinseca semplicità, ben si sposano con sughi dalla natura semplice come quelli a base di pomodoro fresco o burro e salvia, ma sono indicati anche per le più classiche amatriciane e carbonare. Tra le ricette a base di pesce una delle più popolari è quella che li vede in abbinamento alle cicale di mare o con aglio, capesante e rucola: un piatto fresco e semplice ma dal sapore pieno. Per la loro leggerezza, sono ideali per la stagione estiva dove si presteranno ad accogliere sughi speziati o ricette griffate come quella aglio, olio, peperoncino, anguilla affumicata e cacao amaro proposta dallo chef Francesco Apreda. Ma nel repertorio di questo finissimo formato non ci sono solo paste asciutte: i capellini sono perfetti anche in brodo o al forno, nel pasticcio della tradizione napoletana o, in Sicilia, nel timballo di capellini, per cui vengono conditi con abbondante burro, ragù di vitello, piselli, primosale, salame, pinoli, uva passa e abbondante Parmigiano Reggiano. Si tratta di una ricetta dell’Ottocento, espressione della cucina aristocratica siciliana e già citata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo celebre romanzo il Gattopardo.

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