TAGLIATELLE ALLA BOLOGNESE

TAGLIATELLE

Formato di pasta tipica del centro e del nord Italia, il loro nome deriva dal verbo “tagliare” e allude alla modalità di preparazione: la pasta è stesa con il matterello in una sfoglia sottile che viene successivamente piegata su se stessa e tagliata in strisce della larghezza di un dito circa. Per l’esattezza la larghezza corretta è di 8 millimetri, misura che è stata depositata dalla Confraternita del Tortellino e dall’Accademia Italiana di Cucina nel 1972 alla Camera di Commercio di Bologna. 

Origini

Secondo una leggenda bolognese le tagliatelle sarebbero state inventate nel 1487 dal bolognese Mastro Zefirano, cuoco di Giovanni II Bentivoglio in occasione del matrimonio del figlio con Lucrezia, figlia di Ercole I d’Este, duca di Ferrara. Questa leggenda venne smentita nel corso degli anni e si pensa sia stata creata per nobilitarne l’origine e associarla al nome di Lucrezia Borgia. La cosa certa è che le “sfogline” emiliane le confezionano da tempo immemore, e tanto da indurre il futurista Filippo Tommaso Marinetti, nella prima metà del Novecento, a proporre provocatoriamente l’abolizione delle tagliatelle e della pasta in generale considerata una preparazione passatista, antivirile e antiguerriera.

Cucina

Il condimento per eccellenza da gustare insieme alle tagliatelle è col ragù tradizionalmente “battuto al coltello” e cotto a fuoco lento per diverse ore. Essendo un formato molto versatile è facile imbattersi in versioni differenti, tra cui, sempre a Bologna, è famosa quella coi ritagli del Prosciutto crudo e il limone o con la cipolla di Medicina.

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