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MAFALDE/REGINETTE

Si tratta di un formato di pasta lunga valorizzato da un’arricciatura laterale che resta ben tratteggiata anche dopo la cottura. Si crea così un insieme di diverse consistenze fra i bordi ondulati e la parte piatta centrale, ideale per esaltarne il condimento.

Origini

Nate in Campania, a Napoli, inizialmente furono chiamate fettuccelle o manfredi mentre, in Calabria, erano conosciute col nome di ricci di donna, in Sicilia come turcinatieddi o fusiddi e, infine, in Sardegna come maccarones a ferrittus. Successivamente vennero dedicate alla principessa Mafalda di Savoia e ribattezzate reginette o mafaldine. Acquisirono questo nome nel 1902 in occasione della nascita della principessa figlia del re d’Italia Vittorio Emanuele III e di sua moglie, la Regina Elena. L’aspetto di questo formato di pasta ricorda le onde formate dai merletti, ornamenti delle preziose vesti di dame e regine.

Cucina

La tradizione napoletana prevede condimenti ricchi, consistenti e dal gusto deciso come quello con salsiccia e cipolla, un sugo reso ancora più goloso dall’aggiunta di pomodorini all’uopo. Ma le reginette si prestano bene anche in abbinamento al pesce né disdegnano abbinamenti più semplici come quello al pomodoro fresco, basilico e caciocavallo. Tornando al Re Vittorio Emanuele II pare che una sua ricetta prediletta fosse a base di porcini mentre le mafalde alla romana prevedono broccoli, guanciale, Pecorino Romano e zafferano.

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